Come aprire un bar: requisiti e costi

9 Febbraio 2021 Postato da: Antobar Professional Consigli
Come aprire un bar: requisiti e costi

Aprire un bar è il sogno di molti giovani e non solo. Questo affascinante progetto imprenditoriale richiede comunque tutta una serie di valutazioni iniziali, ma soprattutto un preciso iter burocratico. Inoltre l’apertura del bar comporta specifici requisiti e costi. Ecco tutto quello che bisogna sapere.

Come aprire un bar o una caffetteria

La prima cosa da fare è trovare una location adeguata per il nuovo locale. A questo riguardo occorre chiedersi che tipo di bar si vuole avviare, quindi se trattasi di un semplice punto di servizio oppure un luogo in cui disporre anche i tavoli per le consumazioni di aperitivi.

Il bar potrebbe ad esempio servire gelati, pizze, dolci ed essere anche un ritrovo per la pausa pranzo. In base a ciò che si vuole realizzare bisogna dunque tener conto della capacità interna ed esterna, quindi del numero dei coperti.

Buona scelta è prediligere locali in centro, ubicate lungo le strade attraversate da molti passanti e con elevato passaggio automobilistico. Tuttavia, in certi casi, potrebbe essere altrettanto conveniente aprire un bar in una zona poco servita, in piccoli paesi o in aree limitrofe di grandi città.

Aprire un bar senza esperienza

Trovata il locale e stabilito il tipo di bar che si vuole aprire arriva il momento di fare un po’ di conti, in modo da stimare i costi dell’operazione imprenditoriale. Grazie al business plan sarà possibile avere un’idea chiara sulle entrate e sulle uscite, sia che si tratta di un bar nuovo o già esistente e da prendere in gestione.

Occorre anche considerare che esistono diversi sistemi per incrementare le vendite e quindi i ricavi, anche se il bar è di modeste dimensioni. Ad esempio si potrebbe optare offrire alla propria clientela il servizio di food delivery, ovvero la consegna domicilio. Questo genere di servizio può essere svolto in proprio o appoggiandosi a canali convenzionati che si occupano anche di catering per eventi e party privati. Inoltre è possibile ampliare l’offerta anche con il comodo sistema take-away.

In mancanza di esperienza in tema di business plan è sempre bene farsi affiancare da un professionista esperto nel settore, per evitare di compiere scelte errate e che potrebbero comportare un eccessivo dispendio di tempo e denaro.

Esistono inoltre molti corsi di formazione che si rivolgono a chi desidera aprire un bar, anche per chi non ha mai operato nel settore. Le lezioni aiutano a comprendere come gestire in maniera efficiente il bar, per contenere il rischio di perdite economiche e inutili sprechi delle risorse.

Requisiti e documenti per aprire un bar

Chi apre un bar non fa altro che costituire un’attività di impresa e dovrà munirsi di regolare Partita IVA, con il supporto di un commercialista di fiducia che aiuterà anche alla scelta della forma societaria più adatta, quindi del regime fiscale maggiormente conveniente.

La società verrà poi iscritta nel Registro delle Imprese e dovrà avere una sede legale. L’immobile del bar, oltre ad essere a norma, richiede appositi requisiti stabiliti dalle norme comunali e regionali. L’iter burocratico prevede, più nello specifico, la preliminare comunicazione di inizio attività al Comune interessato, con tutti gli allegati richiesti, fra cui i dati del titolare del bar, gli orari di apertura, la conformità ASL etc.

Sempre al Comune dovrà essere avanzata la richiesta per esporre l’insegna, mentre l’Agenzia delle Dogane sarà competente per rilasciare l’autorizzazione alla vendita e somministrazione di alcolici. L’iter burocratico prevede inoltre il pagamento dei diritti SIAE necessari per la diffusione all’interno del bar di musica e immagini.

Aprire un bar comporta anche la regolarizzazione delle posizioni INAIL e INPS, nonché il conseguimento dell’ attestato SAB e del certificato HACCP. In caso di locali con superficie più ampia a 450 metri quadrati è richiesta la certificazione antincendio rilasciata dai Vigili del Fuoco.

Aprire un bar: costi

Quanti soldi ci vogliono per aprire un bar? Tutto dipende dalle dimensioni e tipo di locale, oltre che dalla posizione in cui si trova il locale. Ad incidere maggiormente sono sicuramente le spese per l’affitto e quelle del personale, oltre all’investimento iniziale per la ristrutturazione e l’acquisto dei macchinari.

Quando invece si decide di subentrare in un locale preesistente sarà necessario corrispondere l’avviamento al vecchio proprietario che solitamente si aggira intorno a 100,000 euro. Questa somma, eventualmente, può essere versata a rate non comprende gli onorari del notaio e il compenso per il mediatore, in media del 2% sul totale della vendita. Il tutto senza tener conto dei costi per eventuali ammodernamenti e ristrutturazioni, come la sostituzione delle attrezzature, dell’insegna, dell’arredamento bar, etc.

Al fine di contenere i costi per l’apertura del bar si può anche vagliare l’opzione del leasing o del comodato d’uso, che permettono di sostituire i vecchi macchinari, come ad esempio la macchina del caffè, prendendoli in affitto dietro il pagamento di rate periodiche. Altrimenti le macchine possono essere acquistate di seconda mano ma facendo attenzione alle condizioni.